La pizzeria

Volete conoscere un paio di curiosità golose sulla pizza (sempre che non ci abbiate mai fatto caso). Alla semplicità della sua preparazione corrisponde una fama, ormai globale, come piatto culinario gourmet e irresistibile; non solo: a fronte della velocità del suo consumo, i tempi della preparazione (del suo impasto) meglio siano lenti.

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Per esempio, una pizza al Vecchio Mulino gioca con due numeri importanti: 8 e 48. Stiamo parlando di ore, naturalmente. E per Francesco e Giovanni, i due esperti pizzaioli che si danno da fare intorno al forno del Vecchio Mulino, sono ore cruciali. Ore necessarie alla lievitazione dell’impasto (8, a temperatura ambiente) e alla maturazione (48, in cella frigorifera) prima che le loro mani sapienti trasformino la pasta in panetto, pronto a essere steso, condito e infornato. Un processo di lavorazione lento e naturale affinché la pizza riesca ad esprimere le sue potenzialità nutrizionali (proteine, aminoacidi e carboidrati), risultando così digeribile, senza cioè dare quel fastidioso senso di appesantimento, una volta consumata.

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8 e 48: sono queste le cifre della genuinità e della bontà di una “pizza Vecchio Mulino”. Per la quale, naturalmente, vale la stessa filosofia del ristorante: Francesco e Giovanni non si accontentano mai. E per soddisfare le richieste dei nostri amici/clienti sperimentano impasti nuovi, affiancando alle farine classiche, quelle integrali macinate a pietra o quelle gluten free. Dei due, è Francesco a occuparsi prevalentemente dell’impasto, mentre il condimento è a cura di Giovanni, che si dedica a farcire le pizze con i migliori ingredienti locali, in modo che ogni pizza (da quelle classiche a quelle speciali, a base di pesce a quelle con salumi e formaggi iblei) restituisca al palato il sapore autentico del territorio e il gusto vero della ricetta originale. Perché tutte le pizze del Vecchio Mulino devono saper raccontare una storia di tradizione e sperimentazione, di ricerca e istinto, di storia e creatività.

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E per finire, volete un altro numero da giocare sulla ruota della gustosità? Eccolo: 320. Sono i gradi di temperatura su cui è regolato, per tutto il ciclo della cottura, il forno a legna del Vecchio Mulino. Pochi minuti a questa temperatura costante e controllata per permettere alla pizza di cuocere lenta, senza bruciature e in maniera equilibrata. Come sanno le coppie, le famiglie, i gruppi che vengono a sedersi ai tavoli del Vecchio Mulino, consapevoli di mangiare una pizza che alla qualità degli ingredienti associa il valore dell’alta digeribilità.

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